La dottoressa Kousmine consiglia di iniziare la dieta con un digiuno di sei giorni, accompagnato da enteroclismi quotidiani.
Serve a svuotare completamente l’intestino e prepararlo a rinnovare la sua flora batterica ed anche a stimolare l’organismo, depurandolo nello stesso tempo da intossicazioni e acidità.

Proprio quest’ultimo aspetto può far sì che durante il digiuno possano riemergere dolori o sintomi di attacchi precedenti della malattia: non sono segnali negativi, ma solo normali manifestazioni della trasformazione che il digiuno opera nell’organismo.

Il digiuno è un’esperienza strana per la nostra cultura. La medicina convenzionale non l’ha mai praticato: perciò ne diffida, per scarsità di conoscenze. La nostra esperienza invece ci assicura della sua straordinaria efficacia. Ci sono malati che hanno visto cambiare improvvisamente le loro condizioni anche solo dopo una settimana di digiuno. Le analisi di laboratorio ci confortano: lo stress ossidativo dell’organismo si dimezza nei giorni di digiuno! Ma il digiuno deve essere seguito da una dieta rigorosa, altrimenti si ritorna rapidamente alla situazione precedente.

IL DIGIUNO SECONDO LA DOTTORESSA KOUSMINE

Il digiuno kousminiano non è totale. Il paziente è invitato a consumare:

  • un bicchiere da bibita (200 cc) di succo di frutta fresco a colazione;
  • altrettanta quantità di succo di verdure a mezzogiorno;
  • altrettanto di succo di frutta o succo di verdure alla sera;
  • acqua in quantità leggermente più abbondante del normale (circa 2 litri).

Avvertenza: i succhi devono essere freschi (appena spremuti) e senza polpa. Se non si ha la centrifuga, si possono usare spremute di arance o pompelmi per tutte le tre dosi giornaliere.

IL DIGIUNO SECONDO NOI

L’esperienza ci dice che è più utile, e quasi sempre più facile, fare il digiuno a sola acqua. L’organismo entra completamente in stasi digestiva entro due-tre giorni e si dedica più efficacemente alle attività depurative. Il passaggio alla fase della neoglucogenesi (il tipo di alimentazione del cervello durante il digiuno ottimale) avviene prima e più efficacemente.

E’ vero però che la prima volta, per ragioni psicologiche, il digiuno consigliato dalla Kousmine può essere più agevole sul piano emozionale.

Sempre l’esperienza ci porta a suggerire che il digiuno sia preceduto da un paio di pasti ricchi di fibre, meglio se a base di soli ortaggi, pochi cereali integrali con un po’ di pesce.
Può essere utile aggiungere dei supplementi di fibre: crusca di avena e estratti di Psyllio.
Stimolate l’evacuazione, se non avviene spontaneamente nel primo giorno di digiuno.

DURANTE IL DIGIUNO

  • bere molto, ma senza esagerazioni;
  • limitare le attività fisiche stressanti. Il lavoro normale può essere continuato ed è opportuno fare esercizi fisici, tipo camminate o una ginnastica moderata;
  • praticare enteroclismi secondo le prescrizioni del Metodo Kousmine, almeno nei primi tre giorni;
  • sospendere l’assunzione di medicinali: consultare il proprio medico a proposito. Unica eccezione possibile: vitamine antiossidanti (C, A, E) ed eventualmente antiacidi nel primo giorno, se l’acidificazione dell’organismo dovesse rivelarsi eccessiva (in digiuno vi è quasi sempre un aumento dell’acidosi).

Normalmente lo stimolo della fame cessa a partire dal secondo giorno o, al massimo, all’inizio del terzo. Un digiuno di questo tipo è facilmente tollerabile e, negli individui di peso normale, può essere effettuato anche senza controllo medico, quando non ci sono complicazioni cardiocircolatorie o renali.

Negli ultimi due giorni è opportuno ridurre il ritmo giornaliero, riposando di più alla sera, anche se la nostra esperienza ci ha segnalato numerosi casi di persone che hanno proseguito le attività normali senza sentirne conseguenze (io stesso, Sergio Chiesa, che lo pratico una volta all’anno, continuo il lavoro normale per tutti i sei giorni di digiuno).

Maggiore cautela deve essere osservata con persone sottopeso, sofferenti di disturbi cardiocircolatori ed altre patologie che indeboliscono fortemente l’organismo. Prescrittivo in questi casi è sempre il consiglio di un medico.

Dopo il digiuno è necessaria la ricostruzione della flora batterica dell’intestino.

DIETA NELLE SETTIMANE POST-DIGIUNO
Dopo il digiuno non si può tornare immadiatamente all’alimentazione normale, ma occorre qualche settimana di regime alimentare speciale.

  • Ultima sera di digiuno: mangiare una mela poco prima di andare a letto.
  • Primo giorno dopo il digiuno: una mela a colazione, un’altro frutto a metà mattina, insalata di verdure miste con olio e limone a pranzo e cena
  • Giorni successivi della prima settimana dopo il digiuno: frutta a colazione, verdure come sopra a pranzo, frutta e verdure a cena. Tra le verdure evitate i pomodori. Negli ultimi due giorni della prima settimana dopo il digiuno, introdurre un po’ di pesce cotto al vapore (80 gr c.) a mezzogiorno.
  • Seconda settimana: crema Budwig a colazione (mezza porzione nei primi due giorni), senza latticini. Riso semintegrale a pranzo con verdure crude e cotte con olio e tamari o limone; pesce al vapore (100 gr) e un paio di volte uovo alla coque. Verdure crude o cotte a cena, anche in minestra. Negli ultimi due giorni della seconda settimana dopo il digiuno, introdurre un po’ di legumi ben cotti.
  • Terza settimana: proseguire come nella seconda settimana, continuando ad evitare carne e latticini, che si reintrodurranno gradualmente nella quarta settimana. Riso integrale a mezzogiorno e piccoli quantitativi di farro, orzo, ecc. nelle minestre della sera

Dopo un altro paio di settimane si può passare ad usare solo cereali integrali.
Per chi praticava già regolarmente l’alimentazione del metodo Kousmine, si può usare direttamente riso integrale anziché che semintegrale fin dall’inizio.

Il digiuno deve essere ripreso in caso di attacco acuto della malattia (in forma totale o più abbreviata a seconda della gravità dell’attacco).