Colazione da Re, pranzo da Principi, cena da Poveri.

Diamo alcune indicazione sull’organizzazione dei pasti principali, mescolando consigli e prescrizioni.

In generale la colazione dovrebbe essere il pasto più ricco e la cena quello più leggero.
Questa regola è difficile da praticare per chi non torna a casa nella pausa del lavoro.
Chi ha solo un breve intervallo per il pranzo e deve svolgere un’attività impegnativa nel pomeriggio, può — contrariamente alle indicazioni date dalla dottoressa Kousmine e a quelle riportate di seguito — invertire pranzo e cena, consumando un pranzo più frugale.
In questo caso conviene anticipare la cena per distanziarla dal riposo notturno.

I tre pasti principali in dettaglio:

  • COLAZIONE DA RE – CREMA BUDWIG
    La colazione deve essere il pasto più ricco, basato essenzialmente sulla Crema Budwig che si può imparare a preparare facilmente.
  • PRANZO DA PRINCIPI
    Iniziate il pasto con frutta non troppo dolce o verdure crude in foglia. Sono facilmente assimilabili, diminuiscono lo stimolo della fame. La frutta deve essere mangiata un quarto d’ora o più prima del pasto, per favorire la digestione: può essere assunta anche a merenda, ma mai dopo i pasti.
    Alimenti da preferire per il pranzo
    Ottime le verdure ad acidità naturale, che è possibile preparare in casa.
    Cereali integrali biologici, cotti in minestra o bolliti e conditi con olio crudo e aromi.
    Verdure cotte, prevalentemente a vapore e il più brevemente possibile.
    Molto validi anche i crauti naturali fermentati, non troppo cotti.
    Le verdure, i cereali, ma anche le leguminose e le carni, devono essere conditi con gli oli indicati, sale marino (o alghe, se gradite) e limone o aceto.
    Si possono aggiungere spezie (timo, curry, cipolla, aglio, cumino, peperoncino…), tamari o shoiu (salse di soia bio), gomasio (semi di sesamo tostati con sale marino, macinati).
    Alcune verdure cotte (zucca, patate, radici tipo scorzonera ecc.) possono talvolta sostituire il piatto di cereali.
    Proteine:
    – leguminose cotte a fuoco lento (lenticchie, ceci, fagioli, fave, cicerchie, piselli, soia)
    – pesce
    – uova (alla coque o al tegame, in camicia, riducendo le frittate)
    – più raramente, formaggio bianco molto magro, ricotta magra (inferiore all 8% di grassi)
    – carne in quantità moderata (tacchino, pollo, coniglio, struzzo, cavallo. Ridurre al minimo la carbe bovina).
    Le proteine animali devono essere assunte con moderazione, verificando sul proprio metabolismo che è meglio consumare un solo tipo di proteine per pasto, soprattutto se si tratta di proteine animali (ci si accorgerà meglio di eventuali intolleranze).Per una eventuale merenda, consumare: frutta secca o fresca; yogurt magro con una fetta di pane…
  • CENA DA POVERI
    La cena dovrà essere molto più frugale del pranzo, con verdure crude e minestra di cereali cotti o crudi, tritati a freddo in zuppe di verdura con legumi; o anche solo (soprattutto per gli anziani) frutta fresca con 1 yogurt magro o una macedonia di frutta fresca con semi oleosi (noci, nocciole, mandorle) e cereali macinati di fresco.
    La cena deve essere consumata almeno 3 ore prima di andare a letto: in caso di cena abbondante, la flora batterica intestinale si moltiplica e può causare incubi notturni, meteorismo, alitosi, lingua patinata e inappetenza il mattino successivo.

E’ fondamentale usare una grande varietà di alimenti.
Dato che è difficile e faticoso calcolare con cura l’equilibrio dei vari componenti della nutrizione, solo una grande varietà di nutrienti diversi (soprattutto cereali, legumi, verdure) può garantire un buon equilibrio alimentare.

Nutrirsi sempre dello stesso cereale o di poche verdure sempre uguali è pericoloso perché si rischia la carenza di qualche nutriente fondamentale. I fanatici di pastasciutta e insalata dovrebbero gradualmente scoprire la bontà di riso, farro, miglio, orzo, avena, grano saraceno ecc. e di cavoli, finocchi, carote, carciofi, cardi, barbabietole, zucche, ecc.

In Italia per fortuna possiamo trovare una varietà incredibile di proposte: soprattutto con i legumi, andate alla scoperta di nuove possibilità. L’equilibrio di aminoacidi essenziali varia molto da una specie all’altra. Alcune famiglie non sanno uscire dall’abitudine di consumare solo pochi legumi: fagioli, piselli, ecc. ma si possono riscoprire anche fave, ceci, cicerchie, i diversi tipi di lenticchie, la varietà sconfinata di fagioli, soia gialla, azuchi, soia verde, lupini.

Anche nuovi alimenti – come l’amaranto o la quinoa, ma anche i derivati della soia, il tempeh e le alghe – che non appartengono alla nostra tradizione, possono essere utilizzati tranquillamente, dato che ormai si trovano in tutti i negozi biologici.
È importante curare molto il gusto e la presentazione: si mangia anche con gli occhi e con il cervello. Che tristezza vedere presentare come biologici piatti sciatti e scotti, che allontanano il desiderio di cibo. È meglio proporre un piatto unico, ben curato e saporito, che un menù di molte porzioni mal preparate.

BEVANDE

Utilizzare acqua naturale (o aromatizzata con spremute fresche di frutta) e tisane.
E’ necessario bere molto durante la giornata, meglio se lontano dai pasti (1,5 litri al giorno, anche 2 litri nei periodi caldi). Una pratica importante è iniziare la giornata bevendo a digiuno un bicchiere grande (circa 250 cc) di acqua non fredda.

Quando non si sia in presenza di eventuali crisi della malattia, è possibile consumare mezzo bicchiere di vino rosso al pasto.