Esistono numerosi altri metodi, oltre a quello Kousmine, che privilegiano l’alimentazione per favorire uno stato di benessere e la salute dell’organismo umano.

Ci soffermiamo in particolare su quattro di questi:

  • Il Metodo Swank
  • La Dieta a Zona
  • La Dieta di Peter D’Adamo
  • La Terapia Gerson contro i tumori

Nel Metodo Swank, ad esempio, troviamo conferma della corretta impostazione dell’alimentazione del Metodo Kousmine. Il prof. Swank aveva alle spalle mezzi finanziari e un’organizzazione universitaria che la dottoressa Kousmine non ha mai avuto e ha potuto compiere quindi ricerche fondamentali che hanno comprovato l’essenzialità di un’alimentazione equilibrata.

Altri due Metodi che presentiamo, quello della Dieta a Zona di Sears e quello dei Gruppi sanguigni di D’Adamo, possono essere complementari al metodo Kousmine. Gli elementi fondamentali del primo  (Dieta a Zona) sono già presenti nella proposta del Metodo Kousmine. Del Metodo D’Adamo proponiamo di seguito una disamina ragionata. Proponiamo anche una visione dei limiti della Terapia Gerson contro i tumori.

La dottoressa Kousmine ha continuato per tutta la vita a ricercare e ad imparare. La lezione più alta che ci ha lasciato è proprio quella della ricerca continua, nella consapevolezza che l’organismo umano è estremamente complesso e lo studio delle cause di una malattia non è mai concluso.
Per questo continuiamo la ricerca ed il confronto anche dopo la sua morte, convinti che l’unica fedeltà ad un metodo sia quella di non fossilizzarlo in uno schema dogmatico.

Ecco una sintesi dei quattro Metodi e alcune considerazioni su ciascuno di essi:

Metodo Swank
Il dott. Roy L. Swank (MD-PhD), Neurologo presso l’Università dell’Oregon, ha sviluppato in anni di ricerche il suo metodo, seguendo più di 5.000 ammalati di Sclerosi Multipla.
Oggi ha più di 90 anni, non visita più ammalati, ma continua con lucidità la ricerca.

Dr Roy Swank - Metodo SwankI miei 50 anni ricerca e cura di circa 5.000 persone, proprio come voi, hanno dimostrato che questo protocollo funziona per rallentare la progressione della malattia, così come a favorire in generale la salute (R.L.Swank)

Il Medoto è stato pubblicato nel libro:
The Multiple Sclerosis Diet Book A Low-Fat Diet for the Treatment of MS
di Roy Laver Swank (MD-PhD) e Barbara Brewer Dugan

La sua dieta è molto simile a quella del metodo Kousmine e rappresenta un importante contributo a convalidarne l’efficacia.

Il limite è che si muove solo su due linee:

  • la dieta
  • gli integratori (anche questi molto simili a quelli che indichiamo)

trascurando altri parametri che l’esperienza ci rivela importanti.
Comunque è un metodo molto efficace: lo consigliamo a tutti quelli che appartengono all’area anglosassone, dove il metodo Kousmine è poco praticato.

Proponiamo una sintesi degli integratori del Metodo Swank curata da Valentina, che ha praticato il metodo per anni e lo presenta con correttezza scientifica e molto equilibrio, conoscendolo in modo approfondito dall’interno.

Dieta a Zona

La dieta a Zona del biologo dott. Sears si basa su solide premesse scientifiche: l’equilibrio tra proteine e carboidrati nell’alimentazione, per un apporto equilibrato di nutrienti e per evitare picchi insulinici è certamente importante.

Gli elementi base della Zona sono:

  • Controllo dell’insulina
  • Restrizione calorica
  • Modulazione degli eicosanoidi
  • Attività fisica
  • Rilassamento mentale

 

Attraverso questi cinque punti è possibile ottenere tutti i benefici del vivere in Zona:

  • Migliorare l’efficienza psicofisica
  • Perdita graduale del grasso corporeo in eccesso, senza fame
  • Raggiungere un benessere duraturo.

 

Dobbiamo essere grati a questa dieta, perché ci ha permesso di percepire un equilibrio esistente nelle indicazione della dottoressa Kousmine che in un primo tempo ci sfuggiva.

Chi applica con superficialità il regime alimentare Kousmine, rischia un eccesso di carboidrati se diminuisce i prodotti animali senza compensarli con fonti di proteine vegetali, come consiglia la dottoressa. Tutto il nostro sito tiene conto delle indicazioni di Sears, ed è applicabile da chi segue la dieta Zona.

La dieta a zone è compatibile con il metodo Kousmine con queste avvertenze:

  • Non tutte le fonti proteiniche che si trovano nella dieta a zone sono accettabili.
    Noi consigliamo per esempio un forte riduzione (e in qualche caso l’eliminazione) di latte, latticini e carni rosse.
    Consigliamo anche la riduzione delle fonti di proteine animali.
    Il dott Sears – da buon statunitense – sottovaluta molto le fonti di proteine vegetali, tanto da non tenerle neppure in considerazione nei calcoli. Si arriva così ad un eccesso di proteine animali, che sono fortemente acidificanti.
  • Consigliamo cereali integrali (bio) per aumentare e diversificare le fonti di fibre e per ridurre l’indice glicemico delle fonti di carboidrati. È un punto importante e non eliminabile del nostro regime alimentare. Nella dieta a Zona le fibre sono sottovalutate.
  • Il metodo Kousmine non si riduce ad una dieta. Gli altri pilastri sono importanti e devono essere rispettati.

Un limite fondamentale nel metodo della Zona è l’idea che i picchi insulinici si possano evitare solo equilibrando i carboidrati con le proteine.

Questo non è scientificamente vero: i picchi insulinici si evitano con pasti a basso carico glicemico, che – in linea di principio – possono essere raggiunti anche solo con carboidrati e soprattutto con la presenza di legumi accanto ai carboidrati. L’equilibrio tra proteine e carboidrati è comunque opportuno, ma senza eccessive preoccupazioni.

Fatte salve queste osservazioni ci sembra che ci sia armonia tra la logica della dieta a Zona e la dieta del metodo Kousmine.

Dieta di Peter D'Adamo

La dieta di Peter D’Adamo, un laureato in naturopatia statunitense di origine italiana, è chiamata anche Dieta dei gruppi sanguigni.

D’Adamo mette in rilievo il rapporto negativo che vi è tra le lectine dei vari cibi e gli antigeni dei gruppi sanguigni: giunge così a consigliare determinati cibi come salutari per quel gruppo sanguigno, altri come negativi, altri come indifferenti. Secondo la dieta basterebbe seguire questi consigli alimentari per ottenere notevoli miglioramenti nello stato di salute.

Il metodo è andato complicandosi con il passare del tempo. D’Adamo ha introdotto numerose varianti, alcune eccezioni ed ha aggiunto altre metodiche terapeutiche per affrontare meglio la malattia.
I suoi libri sono tutti publicati in Italia: è così possibile accostare tutti gli elementi del metodo e vederne anche l’evoluzione.

Il metodo ha pprobabilmente qualche fondamento scientifico. Per qualche anno ho cercato (Sergio Chiesa) di stabilire una correlazione tra tipo di alimentazione e gruppo sanguigno di malati che ho incontrato ed ho riscontrato una frequenza statisticamente non significativa tra alimentazione e gruppo sanguigno.

Ci sono addirittura casi non infrequenti in cui avviene il contrario di quanto affermato dalla dieta dei gruppi sanguigni:

  • malati intolleranti a cibi che secondo Peter D’Adamo sarebbero salutari per loro;
  • malati al contrario che assumono, all’interno del metodo Kousmine, cibi che dovrebbero interferire negativamente con il gruppo sanguigno ed invece migliorano nella salute.

Il limite del metodo di cura di Peter D’Adamo è di aver enfatizzato quello che è solo uno dei vari fattori che contribuiscono allo stato infiammatorio generale dell’organismo e perciò alla malattia.

Non ci stancheremo di ripetere che la malattia ha cause polifattoriali e solo un approccio globale permette di giungere a risultati soddisfacenti.

In particolare:

  • ciò che avviene ai leucociti su un vetrino di laboratorio non è ciò che avviene nell’organismo. Intervengono qui numerosi altri fattori (pensiamo alla presenza di eicosanoidi, leucotrieni, processi antiossidativi, enzimi, ecc.) che interferiscono con la reazione immunitaria e la possono potenziare o ridurre;
  • si ha l’impressione che Peter D’Adamo abbia “pregiudizi” contro certi alimenti che finiscono per forzare le sue conclusioni. È il caso, per fare un’esempio, della carne di maiale, che sarebbe secondo lui pregiudizievole per ogni gruppo sanguigno. Dalle prove di intolleranza condotte direttamente sui leucociti (ne abbiamo fatte molte) non risulta una così generale incompatibilità, né risulta che i popoli ad alto consumo di carne suina abbiano un attesa di vita inferiore ad altri popoli che ne consumano di meno.
  • l’esperienza di mezzo secolo di cure – con risultati straordinari – della dott. Kousmine, confermata dalle centinaia di malati che in questi anni in Italia hanno ricevuto un netto miglioramento dall’applicazione rigorosa delle sue indicazioni attesta che, anche senza tener conto delle relazioni con i gruppi sanguigni, un corretto regime alimentare dà un fondamentale contributo alla salute;
  • altri fattori fondamentali (controllo dell’acidità, igiene intestinale, ecc.) sono almeno importanti quanto le intolleranze legate ai gruppi sanguigni e questi fattori di guarigione mancano nel metodo D’Adamo.

 

CONCLUSIONI
Il metodo di Peter D’Adamo merita rispetto e attenzione. Tutte le diete che propone sono molto più equilibrate del comune regime alimentare e quindi non possono che migliorare lo stato di salute (paradossalmente anche le diete che propone per gruppi sanguigni diversi da quello reale sarebbero comunque migliori del regime alimentare normalmente seguito nella nostra società).

Può essere utile in qualche caso specifico verificare se la dieta suggerita dal dott. D’Adamo migliora ulteriormente la salute. Occorre anche verificare con altri parametri la fondatezza di eventuali intolleranze ed apportare correzioni più precise, consentendo eventuali cibi che il metodo D’Adamo vieta.

Seguire il metodo D’Adamo alla lettera non comporta danni alla salute, anzi introdurrà una dieta sana e salutare, ma a costo di limitazioni che non ci sembrano tutte necessarie (e si corre anche il rischio di credere che sia sufficiente a risolvere problemi di malattie).

Terapia Gerson contro i tumori

Dr Max Gerson - Terapia Gerson tumoriIl dott. Gerson, un medico tedesco nato nel 1935, mise a punto un metodo dapprima dedicato alla lotta contro le emicranie, poi esteso alla tubercolosi e infine, dopo la sua emigrazione negli Stati Uniti per motivi razziali, alla lotta contro i tumori.

Il metodo consiste soprattutto di una dieta assolutamente priva di cloruro sodio, di proteine animali e di legumi, di zucchero bianco e di grassi (tranne poco olio biologico di lino).

La dieta consiste in verdure molto cotte, una minestra al giorno chiamata di Ippocrate (non si sa perché, visto che le verdure indicate non esistevano ai tempi di Ippocrate)  e un numero elevatissimo di succhi di verdura e frutta fino ad arrivare a più di 4 litri al giorno.

Caratteristiche della terapia sono alcuni integratori a base soprattutto di dosi elevate di potassio, di iodio, di estratti di fegato e preparati pancreatici.

In aggiunta ripetuti enteroclismi di caffè, anche cinque volte al giorno (ogni 4 ore), che servono alla depurazione del fegato.

La dieta, praticata da pochissime cliniche prevalentemente USA (peraltro costosissime), vanta guarigioni di molte malattie, ma soprattutto di tumori, con percentuali varie di successo a seconda del tipo di tumori. Il massimo successo è indicato per i melanomi, il più basso per i linfomi.

La cura presuppone integratori costosi, un quantitativo di verdura e frutta di almeno cinque chili al giorno (tra pasti e succhi) e macchine costose per l’estrazione dei succhi (sopra i 1.000 euro).
Non c’è dubbio che tale quantità di componenti vegetali abbia benefici effetti. Anche la diminuzione delle proteine per un tempo limitato può contribuire ad ostacolare il cancro, come l’uso dell’olio di lino e il riequilibrio della pompa sodio-potassio.

Nessun’altra affermazione della dieta è stata convalidata scientificamente, c’è stato un controllo sicuro sulle statistiche delle proclamate guarigioni.

Alcuni aspetti della dieta (il rifiuto dei legumi e di alcuni frutti, come i frutti di bosco; la cottura esagerata dei cibi, l’uso eccessivo di solanacee) sono superati dalla ricerca scientifica recente, che li ha dimostrati errati ed è un regime alimentare difficile da praticare.

Non sembra che i risultati siano superiori a quelli di una ben più praticabile dieta Kousmine, integrata con le osservazioni di Servan-Schreiber e Béliveau, mirata espressamente alla prevenzione dei tumori e completata dagli altri pilastri del metodo.