Le donne in gravidanza sono oggi ben seguite, anche sul piano alimentare. Non occorrono accorgimenti particolari, rispetto alle donne non in gravidanza, salvo un accurato equilibrio alimentare e una maggiore igiene rispetto al rischio di toxoplasmosi. Indubbiamente è necessaria qualche caloria in più (circa 300), ma senza esagerare.

Diverso il problema di donne molto giovani (sotto i 20 anni) o con precedente malnutrizione (es. anoressia), che hanno bisogno di un maggiore apporto alimentare. 
Qualche consiglio in merito.

EQUILIBRIO

Sono da sfatare alcuni pregiudizi sulla gravidanza e sulla salute del bambino appena nato:

  • Primo pregiudizio: un bambino con alto peso alla nascita è un bimbo robusto e sano. Gli studi recenti smentiscono questa idea. Il dato importante non è il peso, ma il rapporto tra massa grassa e massa magra, in genere più squilibrato nei bambini ad alto peso, con rischi di obesità e malattie croniche per il futuro (GI News November 2006).
  • Secondo pregiudizio: bisogna mangiare di più durante la gravidanza, per alimentare anche il bambino. Se si pensa al peso del bambino rispetto ai nove mesi di gravidanza si avverte il ridicolo di questa affermazione. In realtà non occorre mangiare di più (tranne per le donne sottopeso o con passato di anoressia), ma mangiare meglio, con un accurato equilibrio di proteine (aumentarle del 15%) e carboidrati (evitando quindi l’eccesso di carboidrati) e con una scelta più oculata del tipo di carboidrati.

Infatti un recente studio dell’American Journal of Clinical Nutrition (AJCN 2006;84:807–1) tende a dimostrare che un’alimentazione con cibi a basso indice glicemico ha come effetto un bambino a peso normale, più snello e con più basso indice di massa grassa, quindi con prospettive più alte di buona salute.

La ricerca è stata condotta confrontando due gruppi di madri, seguite per tutta la gravidanza. Entrambi i gruppi hanno seguito un’alimentazione equilibrata (in norma con le linee guida per le donne in gravidanza) con molte fibre e poco zucchero, ma il primo gruppo con cibi ad alto indice glicemico (riso bianco, patate, pane bianco, ecc.), il secondo gruppo con prevalenza di cibi a basso indice glicemico.

I risultati sono inequivocabili: i bambini con dieta a basso indice glicemico hanno avuto un peso alla nascita migliore di quelli del primo gruppo, con un rapporto massa magra/massa grassa decisamente ottimale.

La conclusione di uno dei ricercatori: “L’indice glicemico risulta avere un effetto più importante sul peso alla nascita rispetto ad ogni altro fattore dell’alimentazione, compresa la quantità di proteine, grassi e carboidrati”.

Possiamo concludere che la dieta del Metodo Kousmine, estremamente adatta alle donne in gravidanza per l’equilibrio dei nutrienti, l’abbondanza di polinsaturi essenziali e l’apporto cospicuo di antiossidanti, è assolutamente valida se la si applica integralmente come oggi la formuliamo, cioè con attenzione particolare a consumare cereali a più basso indice glicemico: integrali, in chicco, abbinati a verdure. Un’attenzione specifica all’indice glicemico evita anche, per le donne in gravidanza, il rischio del sovrappeso.

Gli integratori vitaminici non sono strettamente necessari, tranne un apporto di acido folico e vitamina D. Se li usate, preferite quelli a base di concentrati di frutta e verdura.

Il rischio toxoplasmosi

In Italia il rischio della toxoplasmosi è reale. Se la futura madre è negativa al toxotest, devono quindi essere messe in atto una serie di precauzioni, senza drammatizzare. Eccole:

  • Lavare accuratamente le verdure crude, preferibilmente con prodotti bio per il lavaggio delle verdure. Evitare verdure crude di non sicura provenienza.
  • Meglio evitare la frutta non sbucciabile che cresce al suolo (per es. le fragole). Per la frutta sbucciabile, fare attenzione a non toccare con le mani contaminate dalla buccia il frutto sbucciato, ma senza ossessioni (vale soprattutto per la frutta d’importazione tipo banane). I cibi colti direttamente dai rami dell’albero non danno problemi: si possono consumare con la buccia, previo lavaggio.
  • Cuocere bene la carne. Evitare braciole di maiale al sangue (per altro poco Kousmine). 
Evitare tutti i salumi: le migliori marche potrebbero essere consumate – risultano sicure – ma è un consiglio precauzionale che dà maggiore sicurezza. 
Evitare frutti di mare crudi.
  • Diminuire la familiarità con i gatti. Evitare di accostarli al viso, lavare le mani accuratamente dopo averli toccati. Con qualche precauzione in meno, la cosa vale anche per i cani (ma non al punto di isolare né gli uni né gli altri).
  • Lavarsi accuratamente le mani se si tocca il suolo in luoghi che possono essere frequentati da animali.

I cibi cotti non danno problemi. In caso di sospetta malattia consultare immediatamente un medico. Per maggiori informazioni, potete consultare il sito www.gravidanzaonline.it

LO SVEZZAMENTO

Questo argomento è stato curato da Caterina Di Chio.

A partire dai 7 mesi, sostituire il latte materno solo a pranzo. Poi merenda e infine cena. Mattino e sera allattamento al seno. A richiesta anche di notte, fino all’anno. Allattamento fino a due anni.

Farine

Farine della Hipp (che non sono integrali) e farine della Holle (integrali, ma digeribili per i bambini). Tra le farine: miglio, riso, grano saraceno, mais e tapioca all’inizio. Più tardi, quelle contenti glutine, come il farro, e solo in ultimo quelle contenenti  grano.

Brodo

Preparato facendo cuocere le verdure (inserite una alla volta) e passandole nel passaverdura. Più tardi frullate, anche in questo caso una alla volta. In generale i cibi introdotti uno alla volta, per osservare eventuali reazioni.

Legumi

Cotti con alga Kombu: lenticchie rosse prima, poi quelle verdi, fave, fagioli, ceci, piselli, azuki ecc.
All’inizio passati, per togliere la buccia. Poi solo frullati, aggiungendone un cucchiaino alla pappa per osservare eventuali fastidi. Cotti e conservati in contenitori monoporzione in freezer per essere alternati ogni sera.

Parmigiano Reggiano

Sceglierlo stagionato da almeno 2 anni.

Cereali in fiocchi

Prendere i cereali (raffinati o semintegrali), tostarli in padella d’acciaio a fuoco allegro. Quando scottano abbassare la fiamma e continuare a mescolare finché il riso non assume colore ambrato e gli altri cereali profumano. Farli raffreddare e metterli i un barattolo: si possono conservare in frigo per un mese. All’occorrenza, prenderli, sciacquarli, cuocerli (1 porzione di cereali in 6-8 di brodo) e poi passarli col passaverdure.

Cereali in chicco

Intorno ai 10 mesi abbiamo iniziato a sostituire le creme coi cereali in chicco, rigorosamente non integrali, facendo tostare il riso e il miglio, cuocendoli e poi frullandoli. A un anno e mezzo abbiamo introdotto quelli semi-integrali e a due anni quelli integrali.

Proteine animali

INSERITE SOLO DOPO I DIECI MESI con molta gradualità. Inseritele soltanto a pranzo. Alla fine dell’inserimento graduale, a pranzo alternanza tra:

  • una volta un cucchiaino di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi
  • una volta carne bianca
  • due volte pesce
  • una ricotta magra
  • una uovo
  • (una tofu bianco)

PESCE
Sostituire la pappa del martedì con pesce a gusto delicato, non troppo grasso: merluzzo, nasello, nocciolino, sogliola, trota, spigola, orata.

UOVA
Sostituire la pappa del giovedì con l’uovo, aggiungendo 1-2 cucchiaini di tuorlo alla pappa alla fine della cottura e poi gradualmente albume ben cotto e tuorlo cremoso.

CARNE
Solo quella bianca e solo dopo la comparsa dei canini.

Ecco una settimana della mia figlia Matilde:

Menu svezzamento bambini - Kousmine

L’ALIMENTAZIONE DEL BAMBINO NELLO SVEZZAMENTO
Approfondimenti schematici del prof. Sergio Chiesa

 

IL COLOSTRO

Molto ricco di proteine. Contiene molti fattori ad azione immunologica (immunoglobuline, lattoferrina, interferone, macrofagi, lisozima, ecc). Prevalgono acidi grassi insaturi rispetto a quelli saturiuna ricca presenza di sali minerali e oligoelementi. Vitamine del gruppo B e A, D, C

 

IL LATTE MATERNO
  • Latte di transizione: meno ricco di proteine e più di lipidi.Meno sali minerali
  • Latte maturo (circa 14° giornata): più ricco di lattosio e di lipidi, sostanze indispensabili per la formazione del sistema nervoso centrale. Meno sostanze proteiche. Più acido folico
Latte vaccino

  • Più proteine
  • Grassi: particelle più grandi, decisamente più saturi
  • Ricco di sodio e potassio (affaticamento renale)
  • Più ricco di calcio
Latte materno

  • Un terzo delle proteine
  • Grassi: particelle più piccole, ricchi di polinsaturi, Il latte è più grasso a fine poppata (sazietà)
  • Buon rapporto fosforo / calcio (1: 1,5)
  • Anticorpi specie-specifici + fattore bifido

Problemi che possono sorgere nel bambino in caso di impossibilità di allattamento al seno:

  • Debolezza del sistema immunitario
  • Non adeguatezza totale del latte adattato

 

Nel caso non bisogna drammatizzare:

  • Affrontare con più cautela lo svezzamento successivo
  • Seguire attentamente le istruzioni per il latte adattato
  • Scegliere il latte più digeribile al nostro bambino, con caute sperimentazioni
  • Attenzione all’igiene dei poppatoi e delle tettarelle: sterilizzazione in acqua bollente per 25 min dall’ebollizione

 

Lo svezzamento

Se possibile prolungare l’allattamento al seno, anche solo una volta al giorno, fino ad oltre l’anno di età. Altrimenti introdurre piccole quantità di latte modificato (una tazzina) non necessariamente tutti i giorni.

Evitare il latte vaccino normale (o HD) prima dei due anni.

Lo svezzamento non è solo una questione di cibo: comporta un nuovo rapporto con il mondo.
Nello sviluppo della personalità del bambino, va accettato il delicato gioco accettazione-rifiuto:

  • Gradualità e pazienza: non si può avere fretta insegnando ad un bambino un nuovo modo di nutrirsi: lo svezzamento lo condizionerà per tutta la vita.
  • L’ambiente del pasto deve essere tranquillo, non rumoroso, senza luci troppo forti.
  • Le persone presenti devono essere conosciute e poche,
  • Poche distrazioni e molta dolcezza (non è mai troppa)
  • Il cibo presentato come un nuovo gioco: non un dovere o una preoccupazione della mamma.
  • Il nuovo cibo deve avere la giusta consistenza: all’inizio vicina a quella del latte materno
  • Temperatura giusta: tiepido, non caldo.
  • Non esagerare nelle quantità
  • Eliminare tutti i disturbi esterni: rumori sgradevoli, seggiolone scomodo, pannolino da cambiare, eccesso di stimoli distraenti: il gioco deve essere il cibo.

LA CARNE

No alla carne fino alla dentizione (o quasi): fino ad oltre l’anno di età (comparsa dei canini): sono i denti della carne, perché dovremmo costringere l’organismo ad assumerla quando non è ancora attrezzato a farlo?

  • Non è necessaria
  • Sovraccarica apparato digerente e reni
  • Produce sostanze cancerogenosimili: indoli, fenoli, scatoli, ecc.
  • Acidifica
  • Può dare origine alle nitrosammine in presenza di nitriti e nitrati

Eccezione: gravi ritardi della dentizione, per cui se non sono ancora comparsi i canini poco dopo l’anno, conviene cominciare ugualmente con la carne.

Al posto della carne usare la combinazione di legumi e cereali (i consigli sono indicati oltre), ma è pericoloso alimentare un bambino con dieta esclusivamente vegana.
Bisogna integrarla con:

  • Uova (relativamente tardi e soprattutto poche, iniziando con il solo tuorlo)
  • Latte e latticini (non prima di 10 mesi)
  • Pesce (verso i dodici mesi): delicati di gusto (trota, sogliola, dentice…),non di frequente: al massimo una volta alla settimana e cambiando specie

LA VARIETÀ

Il sistema immunitario del bambino si forma molto lentamente. Agli inizi può dar luogo a forme di intolleranza o di allergia. La soluzione può essere solo quella di evitare di sottoporlo a stress:

  • Fornire solo saltuariamente e verso la fine dei dieci mesi i cibi più a rischio
  • Alternare e distanziare gli altri

I cibi a rischio di intolleranza:

  • Il latte e i latticini (assolutamente no al latte e ai latticini freschi prima dei due anni)
  • Il frumento, in particolare lievitato (pane)
  • Le fragole
  • Il cioccolato
  • I crostacei
  • Alcuni tipi di pesce
  • Tutti i prodotti con conservanti (comunque proibiti per i bambini)

Attenzione a non esagerare con la soia! Può provocare in caso di eccesso qualche squilibrio ormonale. Alternare perciò latte di soia, che è in sé un buon alimento, con latte di riso e latte di mandorle.

 

LE PRIME SETTIMANE

La prima settimana

  • primo pasto: latte materno
  • secondo pasto: latte materno
  • terzo pasto: latte materno
  • quarto pasto: crema di infuso di finocchio con farina di riso
  • quinto pasto: latte materno
  • sesto pasto: latte materno

La seconda settimana

  • primo pasto: latte materno
  • secondo pasto: latte materno
  • terzo pasto: latte materno
  • quarto pasto: crema di brodo vegetale (1/4 carota,  con 20 gr di zucchina), farina di tapioca, farina di miglio
  • quinto pasto: latte materno

La terza settimana

  • primo pasto: latte materno
  • secondo pasto: crema di mela + carota (con un po’ di finocchio)
  • terzo pasto: latte materno
  • quarto pasto: crema di latte di soia (1/4 carota,  con 20 gr di zucchina) + farina di orzo o farina di miglio
  • quinto pasto: latte materno

La quarta settimana

  • prima pasto: latte materno
  • seconda pasto: crema di mela + carota (con un po’ di finocchio)
  • terzo pasto: latte materno
  • quarto pasto: crema di brodo vegetale (1/4 carota,  con 20 gr di zucchina) + 1 cucchiaio di parmigiano reggiano + farina di tapioca o farina di miglio

In uno dei pasti, al posto della farina, patate ben passate al posto della carota + zucchina, un paio di pasti di zucca ben matura.

  • quinto pasto: yogurt di soia con un cucchiaino di miele

La quinta settimana

  • primo pasto: latte materno
  • secondo pasto: crema di mela + carota (con un po’ di finocchio)
  • terzo pasto: latte materno
  • quarto pasto: crema di brodo vegetale (1/4 carota,  con 20 gr di zucchina) + 1 cucchiaio di parmigiano reggiano + farina di grano saraceno + farina di riso
  • quinto pasto: crema liquida di patata e ceci (o azuki) passati alternata a tapioca e piselli passati

 

DOPO I SETTE MESI
  • Introdurre una volta alla settimana la pastina, nella forma più piccola, i legumi sbucciati (basta passarli al passino)
  • Usare tutti i legumi: ceci, fave spezzate, lenticchie, piselli, fagioli cannellini, borlotti, azuki
  • Evitare fino ad oltre l’anno di età fagioli bianchi di Spagna, fagioli dell’occhio e soia
  • Usare la ricotta magra, la quinoa,il riso ben cotto (ma non troppo) e mescolato a verdure (zucchini, zucca, carote, poche bietine, ecc).

Criteri generali per i mesi successivi

  • Introdurre gli alimenti nuovi solo una volta alla settimana, osservando bene le reazioni del bambino dopo il pasto: arrossamenti della pelle, gonfiore e dolori di pancia, diarree immediate.
    Non sono necessariamente legati ad un tipo di cibo: in caso di reazioni ripetere l’esperimento alla settimana successiva.
  • Non insistere se il bambino rifiuta decisamente il cibo, ma non rinunciare a quel cibo: riproponetelo “mascherato” alla settimana successiva.
  • Introdurre gradualmente insalate e broccoli (non spinaci e cavoli)
  • Curate che il bambino mangi lentamente e senza ingoiare troppa aria.

 

DOPO I DIECI MESI
  • Introdurre il pesce: a gusto delicato, non troppo grasso e con attenzione alle spine!
  • Introdurre l’uovo: bianco ben cotto e rosso ancora liquido: alla coque o affogato. No assolutamente alle frittate
  • Introdurre qualche formaggio magro non troppo fresco. Evitate la mozzarella!
  • Introdurre (dopo qualche settimana) una tazza di latte alla settimana e uno yogurt bio non alla frutta alla settimana.

L’introduzione delle carni

Dopo l’inizio della crescita dei canini o comunque dopo i 14 mesi cominciare con tacchino, agnello, coniglio. Meglio usare gli omogeneizzati, almeno come base. Due volte alla settimana, in quantità moderata, poi crescere gradualmente. Introdurre anche spinaci, biete, verza, ecc.

L’introduzione delle fibre

L’intestino dei bambini non ha ancora una flora batterica sviluppata: verso l’anno di età si raggiunge una presenza sufficiente. A 12 mesi cominciare a introdurre piccole quantità di fibre:

  • cereali semintegrali alternati a cerali senza fibre
  • verdure in abbondanza
  • frutta regolare

Possono servire – ogni volta che siamo in presenza di eccesso di gas intestinali – fermenti lattici specifici per il bambino.